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Recensione Tesla Model S P90D


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Pubblicato da Juza (Redazione AutoElettrica101) il 12 Febbraio 2021


Per alcuni giorni ho guidato una Tesla Model S P90D al posto della mia Model 3 Performance: pur essendo un modello non più in commercio, è interessante fare il confronto tra le due per vedere come si è evoluta Tesla nell'arco di pochi anni e come si possono confrontare le prestazioni delle due vetture. La P90D, prodotta dal 2015 al 2016, ha accelerazione 0-100 in 3.0 secondi, 762 cavalli e batteria da 90kWh; la Model 3 Performance (modello 2019) ha 0-100 in 3.4 secondi, 500 cavalli e batteria da 75kWh.

Nell'usato è possibile trovare delle Model S P90D pressapoco allo stesso prezzo di una Model 3 Performance nuova: quale scegliere? Vi racconto le mie impressioni dopo aver guidato entrambe le vetture!

Recensione Tesla Model S P90D



Prestazioni: accelerazione 0-100 in 3.0s

Ovviamente, la prima cosa che ho voluto provare è stata l'accelerazione: anche se un po' datata, la P90D è stata l'ammiraglia Tesla, e gli 0-100 in 3.0 secondi sono un tempo ancora notevolissimo anche per gli standard attuali. Ha molti più cavalli della Model 3 Performance (762CV vs 500CV), ma anche molto più peso, circa 2300 chili contro i 1850 della Model 3, quindi anche le prestazioni sono più simili di quanto si potrebbe pensare: la Model 3 Performance accelera da 0 a 100 in 3.4 secondi (3.3 nella versione 2021), una differenza di pochi decimi.

Si può davvero percepire questa differenza dal vivo?

La prima cosa che ho notato è la differenza nel modo di ottenere la massima accelerazione: sulla Model 3 è estremamente intuitivo, non bisogna far altro che schiacciare al massimo e rapidamente l'acceleratore. Sulla P90D, bisogna usare il launch mode: attivare la modalità Ludicrous+ dal menu, quindi fermare l'auto, premere a fondo il freno, premere contemporaneamente a fondo l'acceleratore, aspettare che l'auto mostri l'avviso "Launch Model Attivato" e quindi lasciare rapidamente il freno, tenendo premuto l'acceleratore.

Recensione Tesla Model S P90D, launch mode

Già questo fa una sensibile differenza, a vantaggio della Model 3: su quest'ultima la potenza è sempre fruibile, sulla P90D per avere veramente il massimo bisogna trovarsi nelle condizioni ideali e seguire la procedura descritta sopra. E' comunque possibile utilizzare l'auto anche senza launch mode; in questo caso si perde qualche decimo, ma nulla di veramente significativo.

Recensione Tesla Model S P90D

Ho provato il launch control in un parcheggio deserto, dopo aver caricato la batteria quasi al massimo (88%): freno, acceleratore, lascio freno e... si parte! L'accelerazione certamente si sente, ma devo dire che dopo aver fatto tutta questa trafila, mi aspettavo di più: invece la differenza con la mia Model 3P è appena percettibile, e probabilmente sparirebbe col calare della batteria (la Model 3 mantiene ottime prestazioni anche con poca batteria, mentre le vecchie Model S avevano un calo di rendimento più netto al diminuire della carica).

Oltre alle partenze da fermo, ho provato l'auto in un'ampia gamma di velocità, tra autostrada, strade cittadine, sorpassi su extraurbane (accelerando da una velocità di 50-60km/h); nel complesso posso confermare l'impressione iniziale, cioè che le prestazioni (in termini di accelerazione) sono molto simili alla Model 3 Performance. Inoltre, la Model 3 ha il vantaggio di un miglior controllo di trazione; con la Model S mi è capitato che le ruote slittassero in situazioni in cui non avevo mai avuto problemi con la Model 3, e questo ovviamente va a ridurre l'accelerazione quando le condizioni della strada non sono perfette.


Ricarica e consumi

In media ho registrato dei consumi più alti di circa il 20% rispetto alla mia Model 3; devo dire che per una Model S, anche un po' datata, non è male tenendo conto della differenza di peso; mi sarei aspettato consumi anche più elevati. Tuttavia, ricarica e autonomia non brillano.

Un ambito dove l'età della Model S si fa sentire tutta è la ricarica: già da specifiche tecniche la P90D carica al massimo a 120kW, contro i 250kW della mia Model 3. Nell'uso reale, è ancora peggio: le batterie delle vecchie Model S e X dopo un certo tempo si degradavano e non potevano più ricevere ricarica alla massima potenza dichiarata; la P90D che ho provato aveva percorso 130,000 chilometri, e la velocità di ricarica era limitata a 90kW.

Il tempo di ricarica è notevolmente più lungo, senza contare che la batteria ha dimensioni più grandi e quindi bisogna riempire 90kWh contro i 75kWh della Model 3, pur arrivando poi alla stessa percorrenza: ovviamente la Model S consuma di più, quindi l'autonomia è simile a quella della Model3.

Inoltre, la Model S utilizza ancora l'obsoleta porta Type 2 (e ha continuato ad usarla fino al 2020!), il che rende necessario l'uso di adattatori per utilizzare i nuovi supercharger CCS. La Model 3 e tutte le Tesla recenti hanno il CCS, ormai diventato lo standard universale.


Dimensioni e spaziosità

La Model S ha esattamente la stessa altezza della Model 3, ma è 30 centimetri più lunga e 12 centimetri più larga. Certamente più grande, ma una volta che ci si prende la mano la differenza non è drammatica; l'ho parcheggiata senza troppe difficoltà nello stesso garage dove tengo la Model 3, solo con l'accortezza di fare qualche manovra in più. Chiaramente non parliamo dei quasi sei metri di lunghezza del Cybertruck; quella sì che sarebbe una differenza dal giorno alla notte.

Gli interni sono visibilmente più spaziosi, soprattutto per i passeggeri dei sedili posteriori: per conducente e passeggero anteriore cambia poco, ma per chi sta dietro la Model S offre molto più spazio per le gambe. Il bagagliaio anteriore ha circa le stesse dimensioni di quello della Model 3, mentre il bagagliaio posteriore è enorme e ha un generosissimo sotto-bagagliaio.

Recensione Tesla Model S P90D, interni

Recensione Tesla Model S P90D, interni

Recensione Tesla Model S P90D, interni

In compenso, i portaoggetti sono pochi e mal distribuiti: manca totalmente la console centrale e non ci sono tasche nelle portiere, il che lascia ben poco spazio per smartphone, bottigliette e altri piccoli oggetti (c'è uno spazio vuoto al posto della console, che può essere sfruttato per una borsina o piccola valigia). Anche in questo caso la Model 3 mostra quanto Tesla sia maturata, e non è una sorpresa che la nuova Model S 2021 sia andata a prendere molte delle migliorie introdotte sulla Model 3.


Interfaccia e funzionalità

L'interfaccia è pressapoco la stessa su tutte le Tesla, anche se sulle Model S e X (pre-2021) lo schermo era in posizione verticale e non orizzontale. Rispetto alla Model 3, però, si vede ancora una volta la differenza di tecnologia: la connessione internet è più lenta (3G contro 4G, o addirittura 5G nelle Tesla più recenti), e nel complesso l'interfaccia è meno scattante e immediata, per via dell'hardware meno potente.

Recensione Tesla Model S P90D

Sono presenti alcune funzionalità in più, riservate alle ammiraglie: in primis, le sospensioni pneumatiche che permettono di regolare l'altezza della vettura dal touchscreen; sulla Model S si può passare da 13 centimetri a 17cm, il che aiuta ad affrontare le strade più sconnesse con una maggiore altezza o ad avere minori consumi in autostrada regolando l'altezza al minimo.

Inoltre, sulla P90D che ho provato era presente anche il tettuccio apribile, funzionalità poi rimossa sulle Tesla recenti: anche certamente non giova all'aerodinamica e ai consumi, è una funzionalità che si fa apprezzare.

L'impianto audio è davvero notevole: non che la Model 3 sia scarsa, ma la S ha quel "qualcosa in più" che fa la differenza. Anche in termini di volume, la Model S raggiungere prestazioni notevoli, una discoteca su quattro ruote: in una scala da 1 a 10, il volume sulla Tesla si può regolare fino a... 11; quando fu chiesto il perchè a Elon Musk, lui rispose "because 11 is louder than 10". Un buon motivo per ascoltare la musica a tutto volume :-)


Conclusione

La Tesla Model S P90D è stata l'ammiraglia Tesla: all'epoca una macchina eccezionale per prestazioni e tecnologia, ma guidarla ora fa capire quanto ancora fosse "giovane" Tesla e quanto poco rifinito fosse il prodotto. Nell'arco dei sei anni che sono passati tra la P90D e la Model S 2021 di cui inizieranno le consegne a marzo, Tesla ha fatto passi avanti con la stessa velocità con cui si evolvono smartphone e computer: in ambito hi-tech, sei anni sono un abisso.

Recensione Tesla Model S P90D, interni

Guidare la Model S P90D è stata certamente un'esperienza affascinante e istruttiva, ma non la cambierei mai con la mia Model 3, anche se ora è possibile trovarle allo stesso prezzo (ovviamente andando sull'usato nel caso della P90D): la P90D è più spaziosa, ma a parte questo la Model 3 è pari o superiore in tutto, senza contare che acquistando un'auto nuova avrete anche gli 8 anni di garanzia Tesla (su motore e batteria, e 4 anni sul resto della vettura).



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