AutoElettrica101

HOME PAGE E NEWS

Modelli

TUTTI I MODELLI DI TUTTE LE MARCHE

Articoli

ARTICOLI, TUTORIAL E RECENSIONI

Forum

FORUM DI DISCUSSIONE



  Login Login     Iscriviti a AutoElettrica101!     RICERCA  

Luglio 2026, Italia al 5.9% (e Danimarca al 97%)







avataradmin
inviato il 13 Agosto 2026 ore 12:20    





Il mese di Luglio 2026 ha fatto registrare quota 5.9% di auto elettriche nel mercato italiano: un miglioramento rispetto al 4.9% del 2025, ma comunque un numero in calo rispetto ai mesi precedenti, che probabilmente risentivano ancora degli incentivi. A titolo di curiosità, tra gli altri paesi europei (tutti in crescita) spicca la Danimarca: le elettriche hanno raggiunto l'80% del mercato, o addirittura il 97% se si considerano solo i privati; dopo la Norvegia è il secondo paese ad essersi convertito quasi completamente all'elettrico.

Nella classifica italiana, sempre le piccole ai primi posti: in cima alla classifica troviamo BYD Dolphin Surf e Leapmotor T03.

avatarjunior
inviato il 14 Agosto 2026 ore 11:38    

Curioso l’uso della parola “convertito”: più che di tecnologia sembra quasi si parli di una religione, con Paesi illuminati e altri ancora da evangelizzare.

Forse quel 5,9% italiano non rappresenta soltanto un Paese “in ritardo”, ma anche una parte della popolazione che si interroga sulle conseguenze economiche e industriali di una transizione imposta a tappe forzate.

Se poi ai primi posti troviamo BYD Dolphin Surf e Leapmotor T03, piccole ed economiche, qualche dubbio viene: più che una corsa a “non inquinare”, sembra soprattutto una corsa al risparmio, mentre rischiamo di consegnare alla Cina una parte strategica di un’industria che in Italia ed Europa ha garantito per decenni occupazione, reddito e competenze.

Norvegia e Danimarca? Paesi piccoli, ricchi, con fiscalità, infrastrutture e stili di vita molto diversi dai nostri e senza un’industria automobilistica nazionale paragonabile alla nostra: prenderli come modello universale è quantomeno azzardato.

Quanto al green, localmente il vantaggio è evidente: niente emissioni allo scarico. Ma nel conto complessivo entrano energia, batterie, materie prime, produzione e smaltimento, oltre all’enorme quantità di capitali, risorse ed energia investiti in una ricerca tecnologica forsennata. E se guardiamo i chilometri realmente percorsi, molte utilitarie italiane fanno pochissima strada: sostituire proprio quelle produce quindi un beneficio ambientale assoluto altrettanto limitato.

Anche il risparmio potrebbe avere vita breve: quando diminuiranno le accise sui carburanti, gli Stati dovranno recuperare quel gettito. Regno Unito e Svizzera stanno già ragionando su forme di tassazione legate all’utilizzo delle elettriche.

E poi c’è il resto del mondo. Esclusa la Cina, che sull’elettrico ha compiuto una scelta anche fortemente industriale e strategica, gran parte del pianeta, miliardi di persone e un enorme parco circolante, si guarda bene dal rincorrere con la stessa fretta quella che rischia di diventare un’eco-follia tutta europea.

E lo dico senza essere affatto contrario alla mobilità elettrica: la sostengo e in parte la condivido, essendo ormai alla mia terza plug-in, purtroppo non di produzione italiana ma almeno europea. Anzi, continuo a pensare che oggi proprio la plug-in possa rappresentare per molti un compromesso intelligente: elettrica nell’uso quotidiano senza rinunciare alla libertà e all’autonomia del termico quando servono.

Semplicemente, il quadro tecnologico, economico, energetico e infrastrutturale non è ancora abbastanza chiaro da convincermi a passare a una full electric.

Anche se, lo ammetto, dopo aver provato una e-tron GT, il mio interesse è decisamente aumentato.

avatarjunior
inviato il 14 Agosto 2026 ore 12:37    

Leggo ora che il Regno Unito, dal 2028, quindi tra poco più di due anni, tasserà a chilometro le auto elettriche e anche le plug-in, e altri Paesi europei stanno già studiando sistemi simili.

In Italia sicuramente riusciremo ad arrivare ai vertici della tassazione E benché abbia acquistato un'auto da oltre 100.000 euro e il risparmio non sia certo la mia priorità, il fatto che alla fine venga tassato anche chi cerca di non inquinare la dice lunga sulle mire dei nostri governi eco-folli.

Finalmente potranno tassare e controllare ancora di più, grazie ad auto iperconnesse e ipercontrollate!

W la Panda 45

avatarjunior
inviato il 16 Agosto 2026 ore 3:18    

In svizzera ci sono varie tasse sulle auto. Ad esempio le accise sui carburanti, e altre.

Queste tasse tra le varie cose servono alla manutenzione delle strade.

Fino a poco fa le auto elettriche erano escluse da queste tasse e ora pian piano si introducono tasse anche per le auto elettriche perche‘ il parco elettrico sta aumentando lentamente e tra qualche anno / decennio la maggior parte delle auto sara‘ elettrica e bisognera‘ ugualmente mantenere le strade e bisognera‘ prendere da qualche parte i soldi per farlo.

Siccome le auto che useranno le strade saranno in maggioranza elettriche‘ e‘ anche giusto che le auto elettriche paghino per mantenere le strade.

Lo stesso discorso lo si fa coi camion. I camion elettrici sono ancora molto pochi percentualmente e per questo vengono esentati da tante tasse per incentivarne l‘acquisto. Quando ci saranno percentualmente tanti camion elettrici anche loro verranno chiamati alla cassa.

avatarjunior
inviato il 16 Agosto 2026 ore 18:02    

Sinceramente post incentivi mi sarei aspettato una quota attorno al 7/8%.
Siamo veramente tristi, fa meglio di noi anche qualche paese ben più "arretrato".
Germania, Francia e Regno Unito ci quadruplicano, mentre in Cina aumentano ulteriormente le vendite di auto elettriche e sorpresa scendono le ibride che ovviamente ci verranno a rifilare a noi che ne siamo ghiotti...
Personalmente me ne starei ben alla larga dalle ibride. Costi di acquisto oramai simili alle elettriche e non di rado superiori, hanno riduzioni di consumi rispetto al termico puro marginali, continui a sorbirti in pieno i capricci del prezzo dei carburanti alle stelle, ma soprattutto hanno una complessità notevole con un numero elevato di componenti che costituiscono il sistema e ciò ne consegue una manutenzione ordinaria e straordinaria molto onerosa, oltre ad essere ovviamente più soggette a problemi e guasti. Un mio conoscente ha avuto noie al motore e gli è stata riparata in appena 3 mesi. Cioè manco il concessionario della casa sapeva come metterci mano. Oramai questa situazione è molto diffusa non a caso buona parte dei meccanici non hanno una buona opinione dei motori moderni in quanto complicati e spinti al limite. Almeno sulle elettriche la meccanica è semplice e con manutenzione praticamente nulla, al più ci si becca le noie dell'elettronica oramai omnipresente su qualsiasi tipo di auto.
Ritornando alla quota di elettrico, considerando che in autunno inizieranno a circolare in Europa tante nuove auto soprattutto cinesi, si potrebbe ipotizzare un cambiamento verso fine anno della classifica delle auto elettriche più vendute. Per me Leapmotor B05, che è un segmento C, potrebbe balzare in testa in Italia, senza dimenticare la B03X in questo caso segmento B-SUV. Ma la vera spartiacque potrebbe essere la Leapmotor B03 in vendita da fine anno. Quest'ultima a differenza di B05 e B03X non è che sia proprio il massimo esteticamente essendo un riadattamento appunto della B03X in versione berlina. Però sarà la meno costosa con un prezzo di listino che dovrebbe essere aggressivo, pari o inferiore a 20.000 euro. Se poi come per le altre due applicassero anche 1000 o 2000 euro di sconto promozionale, ci si porterebbe a casa un auto di 4,2 metri con un'abitabilità simile a VW ID.3 che però costerebbe il doppio.

avatarjunior
inviato il 17 Agosto 2026 ore 8:27    

Probabilmente dal mio post si è travisato un certo stupore per il fatto che si inizi a tassare l’auto elettrica, quasi lo ritenessi iniquo. Tutt’altro: lo sostenevo già in tempi non sospetti. È successo forse prima di quanto mi aspettassi, ma era una conseguenza logica e dovuta.

Il punto era un altro: molti dei vantaggi dell’elettrico, tolto quello importantissimo dell’inquinamento locale, si stanno sgretolando come neve al sole.

Quanto a ibride/PHEV, è vero che la complessità aumenta, ma sono alla quarta plug-in, contando anche la Range Rover della mia compagna, e l’unico problema serio è stato proprio sulla parte elettrica: sostituzione della batteria di trazione, 12.500 €.

Non sono nemmeno così convinto che la maggiore semplicità meccanica renda una BEV facilmente riparabile ovunque. Giusto per cronaca, nell’incidente con una ID.4 capitato a mia nipote, è stata lei a dover indicare ai VVF dove fosse l’interruttore di sicurezza della batteria. La meccanica sarà anche più semplice, ma alta tensione, batterie ed elettronica richiedono comunque competenze specifiche.

Ribadisco infine che, se la diffusione dell’elettrico deve essere sostenuta dalle varie vetturette cinesi, Leapmotor e compagnia bella, contando su sconti, incentivi e campagne promozionali, a me sembra evidente che dietro ci sia molto meno slancio ecologico e molta più disperata ricerca del risparmio. Salvo poi scoprire che alcuni vantaggi economici stanno diminuendo mentre aumentano tasse, vincoli e complicazioni.

E nel frattempo dilaga anche una certa ignoranza in materia: elettriche lasciate per ore nei box su vecchie prese da 10 A con adattatori Schuko, come se si stesse collegando un tostapane.

Io, per fare le cose correttamente, ho dovuto spendere oltre 1.000 € per aggiornare il CPI condominiale e altri 1.000 € per installare la colonnina e certificare l’impianto, oltre naturalmente al costo della Mennekes.

E infine vorrei capire la famosa storia del “con il fotovoltaico viaggi gratis”: io parto la mattina e rientro la sera, cioè quando il fotovoltaico praticamente non produce più. A meno di installare anche un accumulo da decine di kWh, esattamente quando dovrei ricaricare gratis l’auto?

avatarjunior
inviato il 22 Agosto 2026 ore 20:42    

Io suppongo che se l‘impianto della presa schuko e‘ fatto bene e sopporta gli ampere che io caricabatteria gli succhia non ci sia nessun problema a lasciare collegato per ore l‘auto alla presa schuko.

Il mio caricabatteria lo posso usare con spine schuko che hanno un sensore temperatura e se la spina diventa troppo calda riduce la corrente di carica.

avatarjunior
inviato il 24 Agosto 2026 ore 7:45    

Il mio impiantista mi disse questo quando installai la colonnina nel mio box e chiesi info per la seconda auto nell’altro box: ricaricare un'auto elettrica in modo permanente su una normale presa schuko di casa è rischioso. La presa schuko standard non è adatta per sopportare carichi massimi continui per molte ore di fila. Se usata alla massima potenza, c'è il pericolo che i contatti o i cavi nel muro si surriscaldino fino a fondersi.Normalmente nei box ci sono però prese da 10 ampere, quindi non adatte a una schuko. Alcuni mettono un riduttore e poi attaccano la macchina per ore. Questo significa usare cavi sottodimensionati e adattatori, dimostrando totale non conoscenza dell’assorbimento e delle regole elementari della corrente come ampere e kilowatt.Per caricare in sicurezza dalla schuko occorre limitare la corrente a un massimo di 8 o 10 ampere tramite l'auto o il caricatore. Inoltre, è fondamentale collegare il cavo direttamente al muro senza usare mai adattatori, prolunghe o prese triple. I cavi dentro il muro devono avere uno spessore adeguato e la presa deve essere di ottima qualità. Se si ricarica ogni giorno, le soluzioni ideali e sicure sono installare una presa schuko rinforzata specifica per auto elettriche, una presa industriale blu cee oppure una seconda wallbox dedicata, se può essere utile.

avatarjunior
inviato il 24 Agosto 2026 ore 7:53    

La sezione dei cavi e il tipo di presa non bastano. La distanza dal contatore aumenta la resistenza dell'impianto generando cadute di tensione, mentre la vetustà dei conduttori amplifica il surriscaldamento per effetto Joule, riducendo la dissipazione termica durante carichi continui di molte ore. Ricaricare un'auto non è come usare un tostapane. Fortunatamente, molti automobilisti preparati analizzano questi parametri fisici per ricaricare in totale sicurezza.

avatarjunior
inviato il 24 Agosto 2026 ore 7:56    

Io, ad esempio, per essere a norma e sicuro al 100%, ho fatto rifare l'intero impianto di distribuzione partendo direttamente dal generale: linea dedicata con cavi da 6 mm², primo interruttore di sgancio a inizio linea e ulteriori interruttori di protezione interni al box. Il tutto è stato regolarmente certificato con Dichiarazione di Conformità consegnata all'amministratore, come richiesto dalle normative vigenti e dai regolamenti di prevenzione incendi nei condomini. Fare le cose per bene è l'unico modo per proteggere l'auto e il palazzo.

Che cosa ne pensi di questo argomento?


Vuoi dire la tua? Per partecipare alla discussione iscriviti ad AutoElettrica101, è semplice e gratuito!

Iscrivendoti potrai sfruttare tutte le funzionalità del sito.







 ^

AutoElettrica101 contiene link affiliati Amazon ed Ebay e riceve un compenso in caso di acquisto attraverso link affiliati.

Versione per Smartphone - Termini di utilizzo e Privacy - Preferenze Cookie - P. IVA 01501900334 - REA 167997 - PEC juzaphoto@pec.it

www.AutoElettrica101.it © Juza - juza.ea@gmail.com