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Tesla Model 3 Performance 2027, più potenza e autonomia







avataradmin
inviato il 05 Novembre 2026 ore 7:39    





Tesla ha aggiornato la Model 3 Performance, portando l'autonomia a 600km, un valore un po' più ragionevole rispetto ai 530km con cui aveva debuttato; la batteria resta uguale, ma ha un nuovo motore elettrico (codice TL2) con maggiore potenza ed efficienza. L'accelerazione 0-100 rimane a 3.1s come nella versione precedente e la velocità massima è 262km/h; l'effettiva potenza è sconosciuta, dato che dipende da come viene misurata, con valori che a seconda delle fonti vanno dai 460 ai 620 cavalli.

Un cambiamento importante è però la potenza riportata sul libretto di circolazione, che sulla Performance 2027 sale a 208kW, corrispondenti a 283 cavalli: pur essendo un valore ancora molto più basso rispetto alla potenza reale, è ben più alto rispetto ai 155kW (210CV) della prima Performance e ai 192kWh della versione 2026, e porta la nuova versione 2027 in zona superbollo.

Una volta scaduti i 5 anni di esenzione dal bollo, scatterà quindi il pagamento del superbollo, in questo caso 460 euro all'anno (+170 euro di bollo normale, che invece beneficia di una riduzione del 75%): una tassa che, nonostante varie promesse, non è mai stata tolta e rischia di rallentare ulteriormente la diffusione delle elettriche, specialmente quelle che offrono una notevole potenza con prezzi contenuti.

Infine, sono stati fatti aggiornamenti anche alla gamma Model Y, ma in questo caso in negativo: l'adozione delle batterie 4680 sulla Y Standard, con peggiore densità e minore potenza di ricarica, ha portato un calo di autonomia, a cui si somma un aumento di prezzo.

Nello specifico: Model Y Standard ---> 498km WLTP, 44000 euro (versione precedente: 532km, 44000 euro)

avatarjunior
inviato il 05 Novembre 2026 ore 8:45    

Benvenuto questo aggiornamento della Tesla Model 3 Performance! Leggere di un aumento dell'autonomia non può che farmi piacere. Ma l'articolo introduce anche un altro argomento: una delle tasse più inutili, dannose e, lasciatemelo dire, idiote della nostra Repubblica delle Banane: il superbollo!

Una tassa introdotta nel 2011 e successivamente inasprita, non per tutelare l'ambiente, ma essenzialmente per fare cassa, partendo dal presupposto che chi possiede un'automobile potente abbia necessariamente una maggiore capacità economica.

Qualcuno potrebbe anche tentare di giustificarla con ragioni ambientali, sostenendo che maggiore potenza significhi maggiore velocità e quindi maggiore inquinamento. Peccato che sulle strade dobbiamo rispettare tutti gli stessi limiti, indipendentemente dai cavalli che abbiamo sotto il cofano.

Forse sarebbe più sensato tassare il valore dell'automobile? Ah, dimenticavo, lo facciamo già! Si chiama IVA.

All'acquisto della mia Audi Q8 plug-in ho versato un'IVA sufficiente per comprare un'utilitaria. Un'automobile che, nel mio utilizzo, consuma mediamente circa 4 litri di benzina ogni 100 km, oltre naturalmente all'energia elettrica necessaria per ricaricarla.

Eppure pago il superbollo, mentre un'automobile di pari valore, o magari persino più costosa, o più inquinante , una bella euro 1 di 20 anni , ma con qualche cavallo in meno, può non pagarlo affatto.

Ma che logica è questa?

Non conta quanto vale realmente la tua automobile, quanto l'hai pagata o quanto vale oggi sul mercato. Conta soltanto la potenza riportata sul libretto.

E smettiamola anche con la solita retorica secondo cui, siccome qualcuno guadagna di più o può permettersi un'automobile costosa, debba automaticamente pagare qualsiasi tassa aggiuntiva.

Esistono già l'IRPEF progressiva, l'IVA e numerosi altri tributi. Perché il possesso di un motore potente dovrebbe diventare un'ulteriore colpa da espiare ogni anno?

Dov'è la logica fiscale? Dov'è l'equità?

Il superbollo è una tassa da abolire. Punto. Come tante altre che complicano inutilmente il nostro sistema fiscale.

E ora arriviamo al paradosso delle elettriche: automobili che possono avere 500, 700 o persino 1.000 cavalli, potenze che fino a pochi anni fa erano riservate alle supercar, ma che oggi beneficiano di importanti agevolazioni fiscali.

Benissimo incentivare la transizione verso nuove tecnologie. Ma quando le auto elettriche rappresenteranno una quota ben più consistente del parco circolante e il gettito fiscale delle vetture tradizionali sarà diminuito, siamo proprio sicuri che lo Stato rinuncerà serenamente a quelle entrate?

E attenzione, perché il futuro è già cominciato!

Nel Regno Unito, dal 2028, è prevista una nuova tassa sulle auto elettriche calcolata in base alle miglia percorse: 3 pence al miglio per le elettriche pure e 1,5 per le ibride plug-in. E questo in aggiunta alla normale tassa automobilistica!

Nella vicina Svizzera si sta valutando l'introduzione, dal 2030, di una tassa sui chilometri percorsi dalle elettriche oppure sull'energia utilizzata per ricaricarle.

E in Islanda, dal gennaio 2026, la tassa chilometrica è già realtà e riguarda tutte le automobili, elettriche e non.

La motivazione? Compensare la progressiva perdita delle entrate fiscali derivanti dai carburanti tradizionali.

Eccoci dunque al punto: prima si incentiva il passaggio all'elettrico, poi, man mano che le entrate diminuiscono, si comincia a cercare come recuperarle.

Non sto dicendo che utilizzare le strade debba essere gratuito o che le infrastrutture non debbano essere finanziate. Sto dicendo che sarebbe opportuno avere una politica fiscale chiara, coerente e soprattutto stabile, invece di cambiare continuamente le regole del gioco.

Oggi le elettriche godono di agevolazioni, domani potrebbero ritrovarsi a pagare bollo, tasse chilometriche e magari qualche nuova fantasiosa imposta sulla potenza o sulla capacità della batteria.

Immagino già il futuro: milioni di automobili elettriche in circolazione, alcune con 1.000 cavalli, e la nostra inesauribile creatività fiscale pronta a inventare nuove forme di prelievo!

Ne vedremo delle belle!

Nel frattempo, continuiamo a confondere la potenza di un'automobile con la ricchezza del proprietario e la fiscalità con la punizione di chi acquista qualcosa che va oltre lo stretto necessario.

E soprattutto continuiamo a inventare tasse invece di chiederci se quelle che abbiamo abbiano ancora un senso.

Il superbollo è nato per fare cassa. E le nuove tasse chilometriche dimostrano che, anche quando cambieremo completamente tecnologia, la necessità dello Stato di incassare non sparirà affatto.

Cambieranno i motori, cambieranno le batterie, cambieranno le automobili. Ma ho il sospetto che una cosa rimarrà sempre uguale: “la fantasia di chi deve trovare nuove tasse da farci pagare!”

Mi auguro soltanto che almeno queste tasse servano realmente a migliorare i servizi di cui tutti abbiamo bisogno: ospedali, scuole, strade, infrastrutture e servizi pubblici efficienti. E che non finiscano, come troppo spesso accade, nelle solite mancette elettorali, in sussidi ai nullafacenti anziché a chi ne ha realmente bisogno, o in qualche fantasioso progetto annunciato in pompa magna e mai realizzato.

In fondo, chiedere che le tasse pagate dai cittadini vengano utilizzate bene non dovrebbe essere un'aspettativa così irragionevole.

Ah già… dimenticavo che oggi non è il primo aprile!

Che cosa ne pensi di questo argomento?


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